{"id":2523,"date":"2021-04-27T10:45:04","date_gmt":"2021-04-27T08:45:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.semidicomunita.it\/csa\/?p=2523"},"modified":"2021-04-27T10:45:04","modified_gmt":"2021-04-27T08:45:04","slug":"lettera-dai-soci-lavoratori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.semidicomunita.it\/csa\/lettera-dai-soci-lavoratori\/","title":{"rendered":"Lettera dai soci lavoratori"},"content":{"rendered":"\n<p>Cari soci, care socie, volevamo condividere con voi il punto di vista dei soci lavoratori dell\u2019anno agricolo passato e fare delle piccole premesse su quello che sta per cominciare.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda l\u2019anno 2020, data la situazione emergenziale, \u00e8 stato necessario posticipare le prime raccolte per poter permettere a tutti i punti di distribuzione di sentirsi sicuri e pronti per accogliere nuovamente i soci. Questo per\u00f2 non ha comportato nessun tipo di spreco degli ortaggi in quanto in primavera il processo di maturazione delle verdure \u00e8 molto lento e pi\u00f9 gestibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo anno siamo partiti con un orto molto \u201csemplice\u201d, con poche variet\u00e0 per minimizzare alcune variabili e quindi le incertezze di avere verdure a sufficienza nelle varie settimane.<\/p>\n\n\n\n<p>Col passare del tempo stiamo conoscendo di pi\u00f9 il luogo, l\u2019ambiente e il terreno in cui andiamo a coltivare e partendo da uno dei principi dell\u2019agroecologia, che l\u2019ambiente che \u00e8 <strong>equilibrio<\/strong> \u00e8 il<strong> bosco<\/strong>, abbiamo iniziato a rendere pi\u00f9 articolato, complesso e variegato il tutto.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Siamo passati da 45 variet\u00e0 di ortaggi coltivati a pi\u00f9 di 90.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Da file monocolturali siamo passati a file policolturali, cio\u00e8 abbiamo iniziato ad attuare alcuni tipi di consociazione, ad esempio: peperoni con insalate, topinambur con rucola, pomodori con rucola, carote con ravanelli, zucche con mais e fagioli, cavolo nero con cicoria, ecc&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo anche iniziato ad introdurre sui nostri campi le prime piante da frutto cercando di imitare, appunto, la complessit\u00e0 e la policolturalit\u00e0 che ci offre\u00a0 un ambente boschivo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0Tutte queste \u201cmigliorie\u201d hanno fatto si che la pezzatura, la qualit\u00e0 e il sapore delle verdure inizino ad essere pi\u00f9 apprezzabili. Sappiamo benissimo, per\u00f2, che la strada \u00e8 ancora lunga e ci sono ampi margini di miglioramento; infatti abbiamo comunque avuto un po\u2019 di problemi soprattutto col periodo estivo con il vivaio da cui ci riforniamo (tempistiche e variet\u00e0) e con l\u2019acquisto di alcuni semi che non hanno dato il risultato sperato.<\/p>\n\n\n\n<p>Con l\u2019arrivo dell\u2019autunno, invece, i problemi sono stati di carattere faunistico: cinghiali, vacche e istrici ci hanno costretti a condividere con loro gli ortaggi nonostante le dovute precauzioni (recinzioni elettriche e fili spinati).<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte queste difficolt\u00e0 ci hanno reso ancora pi\u00f9 evidente cosa voglia dire la condivisione del rischio e il dare fiducia a lungo termine ad un progetto agricolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre, come tutti ben sappiamo, la situazione dei vari confinamenti ha influenzato tutto questo anno.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo, come tutti\/e noi sappiamo, \u00e8 un progetto che ha bisogno di tanta partecipazione e avevamo il timore di non raggiungere gli obbiettivi prefissati. Essendo per\u00f2 una realt\u00e0 a carattere mutualistico, le persone hanno potuto raggiungere i campi ed \u00e8 stato un qualcosa che ci ha dato grande entusiasmo, ma anche consapevolezza di quanto la CSA come luogo fisico e sociale sia diventato importante e vitale per tante persone.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019anno che si sta aprendo sar\u00e0 ricco di sfide, una tra queste sar\u00e0 sicuramente sviluppare e affinare gli strumenti per stare insieme e condividere sempre di pi\u00f9 i benefici di questo progetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo sicuri che con il minimo comun denominatore di mettere le mani nella terra riusciremo a rendere il tutto ancora pi\u00f9 bello di quello che \u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Un abbraccio, <\/em><br><em>Saverio e Riccardo<\/em><\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>Nel capitalismo quasi tutto \u00e8 &#8220;recintato&#8221;: non solo le propriet\u00e0 e le terre ma anche i nostri corpi, il nostro tempo, i nostri metodi di educazione, la nostra salute, la nostra attenzione, la nostra mente.<br> Il rimedio contro &#8220;la recinzione&#8221; consiste nel trasportare sempre pi\u00f9 il mondo in un bene comune. <br> I beni comuni includono risorse (la terra, la conoscenza) che in genere sono al di fuori di qualsiasi tipo di mercato. Il <em>commoning<\/em>, la condivisione, \u00e8 la messa in atto di questa idea: significa spostare sempre di pi\u00f9 la vita fuori dai confini della mercificazione e dello sfruttamento. Il suo fascino consiste nel fatto che \u00e8 realizzabile ovunque, se c&#8217;\u00e8 una comunit\u00e0 disponibile. <br> Il <em>commoning<\/em> produce un&#8217;esperienza potente come quella di essere parte di qualcosa di pi\u00f9 grande delle nostre vite individuali, di dimorare &#8220;su questa terra dell&#8217;umanit\u00e0&#8221; non come estranei, come ci vuole il capitalismo rispetto agli spazi che occupiamo, ma sentendoci a casa nostra. <br><em> Silvia Federici, articolo di Jordan Kisner, The New York Times. <\/em><br><\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari soci, care socie, volevamo condividere con voi il punto di vista dei soci lavoratori dell\u2019anno agricolo passato e fare delle piccole premesse su quello che sta per cominciare. 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