La CSA di Roma “Semi di Comunità” nasce dall’unione di due iniziative del nodo romano di  Mondo di Comunità e Famiglia: l’orto collettivo Semi di Comunità, nato nel 2015 e l’incubatore d’impresa che si ispira ai valori di MCF.

I VALORI che ispirano la nostra CSA:

condivisione, partecipazione, inclusione, rispetto reciproco, trasparenza, sostenibilità.

I 5 ettari di terreno a nostra disposizione di cui coltiviamo 2,5 ettari ad orticole, si trovano nella zona nord di Roma, in Via Prato della Corte 1602, vicino alla Comunità del Casale Vecchio.
La Comunità dispone, all’interno di un’ampia riserva verde, prevalentemente occupata da vegetazione libera e spontanea, di diversi ettari di terreno agricolo, in parte oggi luogo della sperimentazione di un Orto Collettivo che dà lavoro a due persone e ne coinvolge diverse altre decine con frequenza più temporanea, legata a progetti specifici ma anche in un’affiliazione di tipo più stabile.
A partire da questa esperienza, oggi ben avviata, la Comunità ha da tempo in mente di sviluppare un progetto più ampio che possa andare nella direzione di costruire esperienze più strutturate e sfidanti che sappiano combinare la volontà di coltivare prodotti buoni e di qualità, con l’impegno di una Comunità locale attiva e responsabile; ispirandosi ai principi che regolano il modello della CSA (Community Supported Agricolture). L’obiettivo è creare uno spazio di produzione, dunque, che possa aggregare attorno a sé singoli cittadini, realtà locali o gruppi informali che approvando pienamente le finalità del progetto e interessati a beneficiare dei suoi frutti, siano disposti a sostenerlo e a condividerne i rischi, sia in termini economici che attraverso un coinvolgimento attivo, come forza lavoro, nelle diverse fasi di produzione.
L’agricoltura urbana e periurbana ha un potenziale enorme nello sviluppo delle economie delle città e nel loro approvvigionamento ma è anche un ambito dalla grande valenza sociale, capace di aggregare persone, di creare luoghi di formazione e d’integrazione, di diffondere una cultura ambientale, prima ancora che agricola, rispettosa della natura e dei suoi ritmi.