Buongiorno soci e socie, è arrivato il momento di raccontarvi il nostro primo anno di lavoro nei campi della CSA.

La domanda sorge spontanea: perché ci fermiamo già adesso? Cosa succede sui campi e come procedono i lavori in CSA?

Stiamo arrivando alla chiusura dell’anno agricolo, fra 2 o al massimo 3 settimane gli ortaggi nei campi finiranno.

Questo è stato il primo anno per tutti, un anno in cui abbiamo sperimentato un nuovo modo di fare le cose insieme.

Noi soci lavoratori abbiamo affrontato la novità di lavorare in una CSA e di avere a che fare col terreno (inteso anche come luogo geografico) su cui abbiamo piantato le nostre verdure, il quale si è svelato, mano a mano che lo lavoravamo, nelle sue molteplici variabili ed incognite.

La bravura di un agricoltore sta nel riuscire piano piano ad eliminarle e/o a gestirle. Per usare una metafora abbiamo appena superato il nostro ‘primo anno di asilo nido’ sui campi di via del Prato della Corte.

Perciò è importante spiegarvi cosa abbiamo fatto e cosa è successo in questo anno agricolo.

IL PRIMO ANNO

E’ stato caratterizzato da un grande investimento di tempo, denaro, energie fisiche e mentali, per dare il via a tutto il progetto, pensando in modo prospettico al futuro e iniziando a creare i vari asset che ci serviranno per avere continuità di lavoro, aumento di produzione, diminuzione di rischi ed una vita lunga e tranquilla come cooperativa.

Abbiamo comprato un trattore, una fresa, un ripuntatore, una trincia. Abbiamo costruito le serre e stiamo allestendo il capanno, organizzandolo e suddividendolo per aree tecniche; infine stiamo iniziando a liberare e rimodellare alcune aree, per rendere il luogo della CSA sempre più accessibile ed accogliente.

Questa fase, come potete immaginare, non finisce con il primo anno, ma durerà ancora 2 o 3 anni.

LA NOSTRA MINIERA D’ORO

Il terreno che calpestiamo giornalmente è l’organismo più importante a cui dobbiamo dare molta attenzione. È sano e molto fertile, ve ne potete accorgere dal suo colore molto scuro e dal profumo di bosco, ma ha anche una percentuale d’argilla molto alta, una caratteristica che lo rende difficile da gestire nelle lavorazioni con il trattore.

Per esempio, quando è bagnato non può essere lavorato altrimenti si rovina la struttura della terra e gli si toglie ossigeno. Questo fa si che funghi, micro e macro organismi “benefici” facciano fatica a proliferare al suo interno.

Il tipo di terreno ci ha creato non pochi problemi, soprattutto i primi tempi, da marzo ad aprile 2019, quando non avevamo attrezzi adatti per lavorarlo in modo ottimale, infatti tutta l’attrezzatura che vedete ora è stata acquistata a fine aprile.

IL MERCOLEDÌ DELLA “DISTRIBBUZZIONE”

Programmare e riuscire a produrre in modo equo, scaglionato nel tempo e pronto a cadenza settimanale è un’impresa ardua.

Chi è venuto almeno una volta a raccogliere e dividere gli ortaggi sa che è stata ‘una sfida enorme’ arrivare tutti i mercoledì pronti per portare le verdure ai punti di distribuzione. È stata una ‘magia collettiva’ di cui siamo molto fieri come gruppo agricoltura!

Purtroppo la mancanza di fondi non ci ha permesso di avere un luogo adatto in cui conservare correttamente cipolle e zucche, in più per gran parte dell’anno abbiamo dovuto usare delle reti anticinghiale usurate, che hanno consentito a molti animali (cinghiali, istrici, mucche e cavalli) di entrare nei nostri campi e rovinare una buona parte del raccolto. Calcoliamo di aver perso così almeno 3 distribuzioni.

E poi è arrivato il caldo fuori stagione, che ha caratterizzato questi ultimi due mesi, e che ha anticipato e/o ostacolato una produzione adeguata e la raccolta.

Considerando le molte difficoltà, siamo comunque soddisfatti di essere riusciti a distribuire per 40 settimane (più le 4 distribuzioni libere di agosto), rispetto alle 48 preventivate per il primo anno.

Per il nuovo anno agricolo, che comincia a maggio 2020, abbiamo calcolato di poter avere 44 distribuzioni per tutto l’anno, più la raccolta diretta nel mese di agosto 2020 e sospensione della distribuzione da metà marzo a metà aprile 2021.

GRAZIE

a tutti coloro che stanno lavorando all’interno dei gruppi di lavoro e in particolare tutte le persone che ogni settimana si sono prodigate come volontari per raccogliere e distribuire i nostri ortaggi per ben 40 volte. Senza questi soci tutto questo non sarebbe stato possibile: il 90% delle ore sui campi sono infatti state svolte da soci volontari.

In vista del nuovo anno abbiamo ripensato per gran parte l’organizzazione dei nostri campi e con i nuovi fondi in arrivo ci attrezzeremo con una cella frigo e il container magazzino.

Siamo convinti di poter fare sempre meglio, con l’aiuto di tutta la comunità che stiamo aggregando intorno all’idea della CSA. Pensiamo che sia adesso il momento di essere uniti nel credere nel progetto e superare le mille difficoltà che ci si porranno ancora davanti.

Ricordiamoci che stiamo facendo qualcosa di straordinario per salvaguardare il paesaggio e l’ambiente, per la lottare contro sprechi e l’inquinamento e per promuovere un progetto comune di cui dobbiamo essere orgogliosi.

Per qualsiasi domanda o approfondimento siamo disponibili a dedicare del tempo.

Ci piacerebbe che attenzione, curiosità e partecipazione alla vita comune della CSA crescano sempre più.

I soci lavoratori Saverio e Riccardo

Vogliamo chiudere con questa frase che suona molto attuale e stimola in tutti una riflessione:

“Una questione immensa preoccupa in questo momento tutta l’Europa. È la questione agraria, la questione di sapere quale forma nuova di possesso e di coltura del suolo ci riserva un avvenire prossimo. A chi apparterrà il suolo? Chi lo coltiverà e come lo si coltiverà?”

Petr Kropotkin – Parole di un ribelle – 1885

Il nostro primo anno di lavoro nei campi della CSA

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